Mentre in Italia i vip si sbizzarriscono nella scelta dei nomi per i loro figli, in altri Paesi normalissimi genitori chiamano una bambina “Talula fa la Hula” o “Chardonnay di Mezzanotte”. In Nuova Zelanda, però, si sta esagerando con i nomi imbarazzanti. E i giudici stanno già correndo ai ripari…
Archivio per Luglio 2008
Altro che Oceano e Chanel
Pubblicato da Francesca su 31 Luglio 2008
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Che genere di atleta…
Pubblicato da Francesca su 31 Luglio 2008
A proposito di Olimpiadi, alcune atlete che saranno impegnate a Pechino non dovranno vedersela solamente con i test antidoping, ma anche con quelli che stabiliscono il loro essere donne. Secondo quanto riporta il quotidiano inglese “The Guardian“, da oltre un anno i giudici cinesi stanno lavorando per metter su un laboratorio speciale, in cui verranno effettuati esami volti a chiarire eventuali dubbi relativi al genere delle atlete. Una pratica che il Cio aveva introdotto nel lontano 1968 (Mexico City) e che ad Atlanta, nel 1996, aveva inguaiato ben otto donne, poi “assolte” in appello: sette di loro avevano anomalie cromosomiche.
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Cina, libertà vietata
Pubblicato da Francesca su 31 Luglio 2008
Regole e divieti saranno pure state una costante nei grandi eventi sportivi, ma è difficile paragonare la censura cinese con quanto accaduto, ad esempio, nelle recenti Olimpiadi invernali di Torino. A Pechino, persino internet è sotto controllo, con quasi ventimila siti oscurati (compresi quelli di Amnesty International e della Bbc) e oltre mille parole vietate in quanto considerate “pericolose”. Parole come “democrazia” e “libertà”. Per non parlare di tutto ciò che attiene al Tibet. Spiega l’inviato del quotidiano La Repubblica: “I reporter stranieri trovano una Cina per molti aspetti peggiorata dal 2006″. Lo è per i cronisti. Lo è soprattutto per chi lì ci vive, a dispetto delle promesse del Governo di Pechino. Il paradosso è proprio questo: quelle Olimpiadi che dovevano spingere al cambiamento in positivo, al confronto, alla democrazia, hanno finito per moltiplicare i soprusi, per rafforzare la censura. E quando il baraccone dei Giochi chiuderà i battenti, andrà via pure la luce riflessa, quella puntata sulle vittime.
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Jovanotti accusato di plagio
Pubblicato da Francesca su 30 Luglio 2008
Jovanotti avrebbe copiato Alejandro Sanz: lo sostiene un blogger del quotidiano spagnolo El Mundo (notizia poi ripresa dal Corriere della Sera), che mette a confronto le canzoni “A te” e “La primera persona”. In effetti, la somiglianza c’è…
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Polemiche a canestro
Pubblicato da Francesca su 29 Luglio 2008
La comunità gay di San Francisco in rivolta. Tutta colpa di un manifesto pubblicitario della Nike, in cui la faccia di un giocatore di basket finisce tra le gambe dell’avversario. Il tutto accompagnato dalla scritta “That ain’t right”. Per i critici un chiaro esempio dell’omofobia degli eterosessuali. La Nike, ovviamente, nega qualsiasi discriminazione, ma ha comunque deciso di ritirare la pubblicità della discordia. Si torna al classico…
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Vecchi drammi, nuovi reality
Pubblicato da Francesca su 28 Luglio 2008
Il reality non basta più. Formula stranota, visti e rivisti pure i vip alle prese con naufragi, arte circense e talpe. Urgono novità. Così ecco l’odierna spettacolarizzazione del dramma che fu. Il ruolo di “innovatori” spetta di diritto agli autori della sesta edizione del Grande Fratello, che portarono nella casa Augusto De Megni (poi vincitore), 110 giorni nelle mani dell’Anonima Sarda quando aveva soltanto dieci anni. Il bis quest’anno, con Farouk Kassam (il piccolo Farouk sequestrato a sette anni nella villa dei genitori, a Porto Cervo) che, dopo aver sfiorato il GF 9, ha deciso di approdare sull’Isola dei Famosi. Non prima, però, di essere entrato a far parte della scuderia di Lele Mora. Ogni commento risulta superflo.
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Voce d’Angel
Pubblicato da Francesca su 28 Luglio 2008
Piano, voce. E una meraviglia. Semplicemente “Angel” di Sarah McLachlan.
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Conversione nucleare
Pubblicato da Francesca su 28 Luglio 2008
Cambiare idea è lecito. Passare da una visione del mondo all’altra, soprattutto su questioni molto delicate, è quantomeno strano (non certo sorprendente, in Italia). Il fatto: ad aprile Chicco Testa, attuale numero uno della società Roma Metropolitane, dà alle stampe un libro in cui ipotizza il ritorno al nucleare come fonte energetica. Il 27 luglio, intervistato dal Messaggero, spiega che il nucleare è assolutamente sicuro, anche se “le centrali non sono perfette, come nessuna opera umana”. Poi, per sminuire quanto avvenuto recentemente in Francia, tira in ballo i “circa 1.300 morti sul lavoro” che ci sono ogni anno in Italia e le vittime della strada: “La possibilità di morire per un incidente nucleare è molto remota, mentre prendere l’Aurelia nel fine settimana è come mandare la gente in guerra”. Niente male per uno che è stato segretario nazionale e successivamente presidente nazionale di Legambiente, ma soprattutto paladino del referendum del 1987, proprio quello con cui i cittadini italiani hanno detto no alle centrali nucleari.
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Precari a tempo indeterminato
Pubblicato da Francesca su 28 Luglio 2008
Non basti l’irrefrenabile voglia di stabilire deroghe al limite per i contratti a termine fissato dalla riforma del 2007 (36 mesi), l’attuale Governo punta a “istituzionalizzare” il precariato, attraverso una norma che, di fatto, salva tutte le aziende che hanno collezionato irregolarità proprio nell’ambito dei contratti a tempo. La legge in questione, che ha già scatenato polemiche, fissa un limite al risarcimento che spetta a chi ha lavorato con un contratto a termine irregolare (da due mensilità e mezzo a sei), ma soprattutto lascia cadere l’obbligo, per le imprese, di reintegrare (ovvero di assumere) il lavoratore sfruttato, almeno per le cause in corso. In sintesi, una vera e propria sanatoria, con le aziende che hanno violato la legge pronte a cavarsela con poche migliaia di euro. Le vittime, invece, possono anche scordarsi di ricevere quanto spetterebbe loro in base al lavoro svolto (spesso per anni).
Nella manovra del Governo, comunque, non mancano altri spunti davvero interessanti. Un esempio? L’azienda non dovrà più motivare in maniera molto particolareggiata i contratti a termine e potrà quindi utilizzarli con maggiore facilità. Già detto, poi, dell’abbattimento dei paletti a tali contratti posti nel 2007 dal centrosinistra (durata non superiore ai 36 mesi, pena la trasformazione in rapporti a tempo indeterminato, con l’eccezione di un ulteriore rinnovo presso la direzione provinciale del Lavoro, alla presenza di un rappresentante sindacale). Insomma, per i precari (soprattutto giovani) sono tempi duri. E pure i discorsi sui benefici legati alla flessibilità del lavoro cadono di fronte alla realtà italiana: tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa, pochissima meritocrazia e imperante logica della raccomandazione. Non resta che sperare nella fortuna. E, nel caso delle ragazze, nell’ultimogenito di casa Berlusconi…
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La maledizione delle Fuwa
Pubblicato da Francesca su 25 Luglio 2008
Le mascotte di Pechino 2008, a quanto pare, non piacciono al 40% dei cinesi. Visti i recenti disastri naturali, in molti hanno addirittura pensato che esistesse una “Maledizione delle Fuwa” (così si chiamano i cinque “animaletti olimpici”). In realtà le mascotte dei Giochi, scelte in base a criteri di marketing, risultano spesso goffe e impopolari. E le autorità di Pechino, per limitare i danni, hanno virato sul classico, clonando un cartoon occidentale (impossibile non riconoscerlo). Agli amanti del genere non resta che consolarsi con le mascotte di Vancouver 2010: hanno l’aria simpatica…
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