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Pensieri all’attacco

Etnologia di una passione

Pubblicato da Francesca su 15 Luglio 2008

“L’identificazione con una squadra non è percepita come semplice segno arbitrario di un’appartenenza comune, ma come il simbolo (motivato) di un modello specifico di esistenza collettiva, incarnato dallo stile della squadra” (C. Bromberger, La partita di calcio. Etnologia di una passione)

Il calcio è il microcosmo ideale per analizzare passioni, speranze, vizi e virtù dell’essere umano, che sia lo strapagato eroe delle folle, il ragazzo di ieri e di oggi innamorato di una bandiera, il bambino lontano che tira calci a un pallone per dimenticare la guerra. Il calcio è tanto, e molto più di ciò che si vede. Un connubio di storie, un intreccio di percorsi. E’ riscatto sociale e al contempo degradazione. E’, banalmente, gioia e dolore. E’, soprattutto, vitalità e nichilismo. Lo diventa, nichilismo, quando resta fine a se stesso, quando si esaurisce in una partita e in un risultato da ottenere a qualunque costo. Quando diventa il tuo mondo, l’unico che conosci, l’unico che vuoi conoscere. E allora meglio guardarsi intorno, tenendosi stretta la passione sportiva e quella capacità di analizzare, criticare, celebrare la propria squadra del cuore che spesso manca per gli altri fatti del mondo. Troppe cose ci passano davanti in maniera confusa, troppe storture sono possibili perché ai più (rese) incomprensibili. Così, mentre parte del mondo politico riscopre l’utilità delle piazze, comincio a pensare che prima, forse, sarebbe il caso di pensare, di riflettere. Nel mondo d’oggi, una vera e propria impresa.

Una Risposta a “Etnologia di una passione”

  1. valentinagiannicchi detto

    Ciao cara… in bocca al lupo per il blog.

    Mi piace quattrotretre… il manifesto di un progetto aggressivo.

    In finale la passione è il carburante del mondo.
    ;)

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