QuattroTreTre

Pensieri all’attacco

Colpo gobbo a Sanremo

Posted by Francesca su 19 febbraio 2009

Dal Festival di Sanremo (realmente accaduto e riportato qui).

Strepitosa performance della valletta Alessia che, invece di presentare la cantante Irene, ha letto dal teleprompter: “Paolo, Alessia entrano in scena”.

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Misteri giudiziari

Posted by Francesca su 19 febbraio 2009

Meravigliosa sintesi del caso Mills sul blog Spinoza.

“Condannato l’avvocato David Mills: fu corrotto da un dipendente di Berlusconi, con i soldi di Berlusconi, per testimoniare il falso in un processo contro Berlusconi. Permane il mistero sul nome del mandante”.

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L’Italia spiegata agli inglesi

Posted by Francesca su 17 febbraio 2009

A proposito della condanna in primo grado dell’avvocato Mills, trovo che l’interrogativo che si pone Cinzia Sasso sia decisamente sensato. Perché, in fondo, due più due fa sempre quattro.

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Eduardo, due gol alla sfortuna

Posted by Francesca su 17 febbraio 2009

Per Eduardo Da Silva, venticinquenne attaccante dell’Arsenal, “il giorno più bello” è quello in cui si riprende la sua vita: torna in campo quasi un anno dopo un terribile infortunio, segna due gol, piange. Il brasiliano (per nascita, croato per scelta) è tornato a giocare dal primo minuto ieri, contro il Cardiff, nel quarto turno di FA Cup. E’ finita 4-0 per i Gunners. Lui ha trovato gloria due volte: un colpo di testa dopo venti minuti e una trasformazione dal dischetto. Poi, al momento dell’uscita dal campo, la standing ovation dell’Emirates Stadium. Perché pochi avrebbero scommesso sul ritorno (vero) del giocatore. Troppo brutto quello che si era visto il 23 febbraio 2008 a Londra, contro il Birmingham City: il tackle assassino di Taylor, la doppia frattura di tibia e perone della gamba sinistra, la tv inglese che addirittura sceglie di non mostrare il fallo. Eduardo poteva chiudere lì la sua fortunata carriera. Invece si è ripreso la sua passione. Scarpini ai piedi, è tornato ad allenarsi. Lunedì ha giocato, ha segnato e baciato la fede nuziale. Ha abbracciato il preparatore atletico Tony Colbert, per lui quasi un angelo custode. E ha pianto: niente lacrime amare, stavolta solo la gioia di un attaccante che ha segnato pure alla cattiva sorte.

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Calcio e regole, la rivoluzione apparente

Posted by Francesca su 13 febbraio 2009

Quattro sostituzioni in caso di supplementari, intervallo di 20 minuti, espulsioni a tempo. Non è fantacalcio, ma ciò di cui si occuperà il 28 febbraio, a Newcastle, l’International Board, l’istituto depositario delle regole del pallone. Altro che microchip per valutare il gol-non gol, altro che moviola in campo. Qui si discute sul colore del nastro adesivo usato sui calzettoni (guai a utilizzare una tonalità diversa da quella sottostante!) e sulla lista dei rigoristi (una squadra in superiorità numerica non potrà escludere il portiere). Tutto qui? No, per carità. E allora ecco una proposta intelligente (permettere agli allenatori di restare in piedi nell’area tecnica dopo aver dato istruzioni ai giocatori), un’idea inutile (portare da 15 a 20 minuti l’intervallo tra primo e secondo tempo) e qualche uscita apparentemente scioccante: portare a quattro le sostituzioni in caso di supplementari, considerare sempre sulla linea di fondo un giocatore fuori dal campo senza il permesso dell’arbitro. Dulcis in fundo, le espulsioni a tempo: dai 5 ai 10 minuti.

Ci sarebbero pure i due giudici di fondo proposti da Platini, ma Blatter non gradisce. Il presidente Fifa punta forte sulla tecnologia del gol-non gol, già sperimentata. L’argomento è tra quelli da discutere, ma verrà bypassato. D’altronde, chi oserebbe negare che l’abbinamento cromatico nastro adesivo-calzettoni o le espulsioni modello pallanuoto siano più importanti di un microchip nel pallone?

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Anche il mare ha un cuore

Posted by Francesca su 13 febbraio 2009

Visto che siamo a meno di 24 ore da San Valentino, guardate un po’ cosa ha trovato Google Earth. Galesnjak è un’isoletta croata a forma di  cuore. L’hanno già ribattezzata “Isola degli innamorati” e il proprietario, tal Vlado Juresko, sogna pacchetti vacanze e guadagni milionari. Altro che romanticismo…

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Dieci infortuni per me posson bastare

Posted by Francesca su 12 febbraio 2009

Chiamatela fragilità o, molto più semplicemente, sfortuna. Tirate in ballo insicurezze e paure. Contestualizzate pure, perché sotto il profilo degli infortuni la stagione della Roma è da dimenticare. Ma, per favore, qualcuno spieghi ai tifosi giallorossi la maledizione del ventiquattrenne Alberto Aquilani. Dieci stop in un anno e mezzo, roba da record. E c’è un po’ di tutto: lesioni all’adduttore e al flessore della coscia sinistra, stiramento del flessore della coscia destra, lussazione della clavicola sinistra e sub lussazione della spalla destra. Ancora: versamenti alla coscia destra e problemi al polpaccio sinistro, lesione di secondo grado del bicipite femorale della coscia sinistra e soffusione del vasto mediale del quadricipite destro. L’ultimo infortunio oggi, in allenamento: distorsione alla caviglia. Questa è sfortuna, sì. Ma è l’insieme a far paura, è il forfait costante a far pensare. Soprattutto quando in ballo c’è un rinnovo contrattuale da due milioni di euro l’anno.

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La stilista di papà Dunga

Posted by Francesca su 12 febbraio 2009

Con l’Italia abbinamenti shock e montone d’altri tempi. Con il Portogallo, il 6 febbraio 2007 (temperatura vicina allo zero), una camicia arabescata che gli è valsa il titolo di re dei cafoni. Carlos Dunga, commissario tecnico del Brasile, è uno che sperimenta. E pure un papà premuroso, visto che  da quando è sulla panchina verdeoro si fa vestire da capo a piedi dalla figlia Gabriela (oggi poco più che ventenne), studentessa all’università della moda del Rio Grande do Sul e aspirante stilista. Dice Dunga: “Se i genitori non aiutano i figli nel lavoro, è più facile che loro si avvicinino alla droga o a cose di questo tipo”. Sarà. Ma vedendo la camicia in questione, viene da pensare che la prodigiosa ragazza sia già abbondantemente nel tunnel.

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Gli U2 che non ti aspetti

Posted by Francesca su 11 febbraio 2009

Riecco gli U2. “Get on your boots” è il primo singolo estratto dall’album “No line on the horizon”, in uscita il 2 marzo. Il video è stato girato dal regista francese Alex Courtes, che ha già diretto Bono & Co. in “City of blinding lights” e  in “Vertigo”. E il trend pare proprio quello inaugurato con “Vertigo”, con reminiscenze del vecchio “Pop” e sound elettronico. Ne esce qualcosa che molti fan degli U2 non avrebbero immaginato (né sperato) di ascoltare. Il pezzo divide e fa rimpiangere i bei tempi di “The Joshua Tree”. Non resta che confidare nel resto dell’album…

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L’agonia di Pirlo, la furbata di Toni e i vestiti di Dunga

Posted by Francesca su 11 febbraio 2009

Italia-Brasile. Primi pensieri sparsi…

– All’Emirates Stadium di Londra finisce 2-0 per Juan e compagni. Soprattutto, finisce. Ed è una liberazione. In sostanza, un’esibizione della grande classe e dell’intensità brasiliane. Dall’altra parte, tutta la pochezza del gioco (e spesso dei giocatori) della nazionale italiana. Il gol di Grosso annullato per un inesistente fuorigioco e la parata di Julio Cesar sulla deviazione ravvicinata di Toni non addolciscono la pillola.

– Zambrotta si salva. Giuseppe Rossi pure. Ma perché Legrottaglie è titolare nella nazionale italiana?

– Capitolo Pirlo. Bagni dice che lui “è uno che sbaglia pochissimo”. I 75 minuti di agonia del milanista (con tanto di attacco di narcolessia in occasione del 2-0) dicono il contrario.

– Per favore, qualcuno spieghi a Bagni che l’Italia è una nazionale e non un club.

– Per l’Italia pressing zero, fischi tanti. Urge fantasia e classe. E si capisce perché Lippi continui a pensare al carisma e all’esperienza di Totti.

– Per la Roma una notizia buona e una quasi cattiva. La prima è la prestazione di Juan. La seconda il problemino accusato da De Rossi: una lievissima distorsione al piede destro, nulla di preoccupante.

– Perrotta, De Rossi e Aquilani. Juan, Doni e Julio Baptista. Italia-Brasile è per la Champions League. Mezza Roma prende confidenza con l’Emirates in vista del 24 febbraio e dell’Arsenal.

– Complimenti a Toni, che, in una serata da dimenticare, riesce anche a rafforzare lo stereotipo dell’italiano disonesto. Segna dopo essersi aggiustato il pallone con il braccio. L’arbitro annulla e lui ancora fa finta di chiedersi perché.

– Un’ultima annotazione extracalcistica. Qualcuno corra in soccorso di Arlecchino Dunga. Per il ct maglietta verde, camicia color pesca, pantaloni grigi, cinta nera e montone. C’è davvero molto su cui lavorare…

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