QuattroTreTre

Pensieri all’attacco

Cina, libertà vietata

Posted by Francesca su 31 luglio 2008

Regole e divieti saranno pure state una costante nei grandi eventi sportivi, ma è difficile paragonare la censura cinese con quanto accaduto, ad esempio, nelle recenti Olimpiadi invernali di Torino. A Pechino, persino internet è sotto controllo, con quasi ventimila siti oscurati (compresi quelli di Amnesty International e della Bbc) e oltre mille parole vietate in quanto considerate “pericolose”. Parole come “democrazia” e “libertà”. Per non parlare di tutto ciò che attiene al Tibet. Spiega l’inviato del quotidiano La Repubblica: “I reporter stranieri trovano una Cina per molti aspetti peggiorata dal 2006”. Lo è per i cronisti. Lo è soprattutto per chi lì ci vive, a dispetto delle promesse del Governo di Pechino. Il paradosso è proprio questo: quelle Olimpiadi che dovevano spingere al cambiamento in positivo, al confronto, alla democrazia, hanno finito per moltiplicare i soprusi, per rafforzare la censura. E quando il baraccone dei Giochi chiuderà i battenti, andrà via pure la luce riflessa, quella puntata sulle vittime.

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