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Pensieri all’attacco

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La stilista di papà Dunga

Posted by Francesca su 12 febbraio 2009

Con l’Italia abbinamenti shock e montone d’altri tempi. Con il Portogallo, il 6 febbraio 2007 (temperatura vicina allo zero), una camicia arabescata che gli è valsa il titolo di re dei cafoni. Carlos Dunga, commissario tecnico del Brasile, è uno che sperimenta. E pure un papà premuroso, visto che  da quando è sulla panchina verdeoro si fa vestire da capo a piedi dalla figlia Gabriela (oggi poco più che ventenne), studentessa all’università della moda del Rio Grande do Sul e aspirante stilista. Dice Dunga: “Se i genitori non aiutano i figli nel lavoro, è più facile che loro si avvicinino alla droga o a cose di questo tipo”. Sarà. Ma vedendo la camicia in questione, viene da pensare che la prodigiosa ragazza sia già abbondantemente nel tunnel.

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L’agonia di Pirlo, la furbata di Toni e i vestiti di Dunga

Posted by Francesca su 11 febbraio 2009

Italia-Brasile. Primi pensieri sparsi…

– All’Emirates Stadium di Londra finisce 2-0 per Juan e compagni. Soprattutto, finisce. Ed è una liberazione. In sostanza, un’esibizione della grande classe e dell’intensità brasiliane. Dall’altra parte, tutta la pochezza del gioco (e spesso dei giocatori) della nazionale italiana. Il gol di Grosso annullato per un inesistente fuorigioco e la parata di Julio Cesar sulla deviazione ravvicinata di Toni non addolciscono la pillola.

– Zambrotta si salva. Giuseppe Rossi pure. Ma perché Legrottaglie è titolare nella nazionale italiana?

– Capitolo Pirlo. Bagni dice che lui “è uno che sbaglia pochissimo”. I 75 minuti di agonia del milanista (con tanto di attacco di narcolessia in occasione del 2-0) dicono il contrario.

– Per favore, qualcuno spieghi a Bagni che l’Italia è una nazionale e non un club.

– Per l’Italia pressing zero, fischi tanti. Urge fantasia e classe. E si capisce perché Lippi continui a pensare al carisma e all’esperienza di Totti.

– Per la Roma una notizia buona e una quasi cattiva. La prima è la prestazione di Juan. La seconda il problemino accusato da De Rossi: una lievissima distorsione al piede destro, nulla di preoccupante.

– Perrotta, De Rossi e Aquilani. Juan, Doni e Julio Baptista. Italia-Brasile è per la Champions League. Mezza Roma prende confidenza con l’Emirates in vista del 24 febbraio e dell’Arsenal.

– Complimenti a Toni, che, in una serata da dimenticare, riesce anche a rafforzare lo stereotipo dell’italiano disonesto. Segna dopo essersi aggiustato il pallone con il braccio. L’arbitro annulla e lui ancora fa finta di chiedersi perché.

– Un’ultima annotazione extracalcistica. Qualcuno corra in soccorso di Arlecchino Dunga. Per il ct maglietta verde, camicia color pesca, pantaloni grigi, cinta nera e montone. C’è davvero molto su cui lavorare…

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